Ovvero l’art. 492-bis c.p.c.

L’art. 492-bis cpc  è un nuovo strumento nella mani del creditore che vuole recuperare il proprio credito.

Ma vediamo come funziona.

Sulla base di un titolo, il creditore, tramite il proprio avvocato, dovrà notificare il precetto al debitore.

Successivamente, tramite un’istanza da depositare al Tribunale competente si potrà chiedere di accedere alle banche dati telematiche per vedere se il debitore ha beni aggredibili.

La ricerca viene svolta in tempi brevi (10 giorni avanti al Tribunale di Verona) e tramite deposito in modalità telematica.

Nell’istanza l’avvocato chiederà di accedere:

  • ai dati contenuti nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni;
  • nell’anagrafe tributaria;
  • nel pubblico registro automobilistico (PRA)
  • nelle banche dati degli  enti previdenziali;

Si potranno, così, l’acquisizione tutte le informazioni rilevanti per l’individuare i beni ed i crediti da sottoporre ad esecuzione.

E’ bene ricordare che la spesa viva per il  deposito dell’istanza è molto bassa: contributo unificato da euro 43,00= e nessuna marca da bollo.

Ottenuta, quindi, l’autorizzazione dal Presidente del Tribunale, si dovrà presentare una seconda istanza diretta all’ente presso il quale chiedere accesso alle banche dati.

Ad esempio, si può procedere presentando l’istanza all’Agenzia delle Entrate tramite invio di PEC alla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate.

L’agenzia delle Entrate fornirà a legale i seguenti dati aggiornati sul debitore:

– estremi degli atti del registro degli ultimi 10 anni;

– ultima dichiarazione dei redditi, se presentata nell’ultimo biennio dal debitore;

– presenza di debiti erariali;

– elenco degli istituti di credito e degli altri intermediari finanziari con i quali il debitore intrattiene rapporti finanziari.

E’ evidente che il bacino di informazioni dalle quali attingere è molto ampio!

Si potrà, così, studiare con il  cliente la migliore via da perseguire per avere soddisfazione del proprio credito in tempi brevi.

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